giovedì 12 dicembre 2013

OrganicSur: pere e mele biodinamiche Progetto PAI S.A., General Roca, Rio Negro, Argentina

Questo progetto nasce nel mezzo di una zona desertica bagnata dalle acque del Rio Negro, specializzata nella coltivazione di mele e pere, in cui la famiglia Garrido da tre generazioni segue queste culture tipiche della zona. Pionieri del biologico dal 1991, sposano la causa biodinamica dall'anno 2008 contando ormai con una completa gamma di pere (6 varietà) e mele (5 varietà) che seguono integralmente il metodo biodinamico guidato dalla presenza dell'Agronomo Renè Piamonte, vero specialista in materia. Non contento di applicare le guide basiche del compostaggio improprio ed i vari preparati biodinamici, si è spinto ben oltre sviluppando, all'interno di questi frutteti, veri e completi orti biodinamici favorendo anche la cultura dell'autoconsumo da parte dei responsabili de "Las Chacras".

Il contesto paesaggistico e ambientale è di una valle alluvionale, circondata da un vero e proprio deserto patagonico.

Periodo di raccolta pere: marzo-giugno

Periodo di raccolta mele: aprile-agosto

Varietà coinvolte: pere Red Clapp, pere William (bianca e rossa), pere Bosc, pere Abate, pere Packam, mele Royal Gala, mele Stark, mele Crispy Pink, mele Granny Smith, mele Braeburn

Prerogative commerciali e comunicative del progetto: al di là dei vantaggi agronomici che comporta affidarsi a progetti che si sviluppano in zone vocate e privilegiate, in quanto a bassa pressione edafica di comuni fitopatie (completamente assenti in queste zone patagoniche), il progetto fornisce anche al produttore la possibilità di trovare una sostenibilità sociale e ambientale grazie a collaborazioni come con OrganicSur che promuovono lo sviluppo del mondo contadino non solo italiano ma mondiale.
Da segnalare inoltre che queste produzioni in controstagione evitano la necessità di rifornirsi di prodotto nostrano, già non completamente integro per quanto riguarda le sue qualità organolettiche di freschezza, croccantezza ed aromi, ma bensì sospettato di essere stato sottoposto a lunghi tempi di frigoconservazione, realizzata tramite processi non consentiti in agricoltura biologica e completamente fuori dai naturali processi di conservazione tradizionale. (http://www.agrofresh.com/smartfresh/smartfresh.html)
Relativamente invece a impostazioni imperniate sul negativismo rispetto alla fornitura di un prodotto di oltreoceano, vanno anche segnalati i seguenti fatti: la conta di emissione di CO2 relativamente a progetti dell'emisfero Sud, confrontati con mele italiane frigoconservate per più di 5 mesi, dimostrano quanto più inquinante sia questa lunga conservazione rispetto al viaggio di prodotto fresco da questi progetti così "lontani".
Si segnala che il progetto PAI ha un transit time di meno della metà rispetto ai progetti della Nuova Zelanda. Soli 300 km di strada dalla piantagione al porto di San Antonio Este e soli 15 giorni di navigazione per raggiungere il Terminal Frutta di Vado Ligure, ci portano a considerare che avrebbe più senso coprire tutta la finestra che decorre dal 1 di marzo a tutto luglio, con queste forniture al posto di continuare con quelle nostrane che in quel periodo dimostrano, almeno nel caso delle pere, una qualità visiva e di presenza sulle scaffalature dei negozi che lasciano molto a desiderare. In definitiva, si tratterebbe di lasciare una piccola finestra di 5 mesi che permetta da un lato di offrire al consumatore il meglio della qualità visiva e organolettica durante tutto l'anno e dall'altro al prodottore italiano di fornire il prodotto disponibile entro i limiti di conservazione fisiologica che la natura permette, senza forzature.
Questo costituirebbe un modello di marketing veramente innovativo, nel contesto di un mercato che all'unisono in monocromia vuole disinformare il consumatore facendogli credere che tutto quello che arriva sulla sua tavola sia di miglior qualità se a km zero. Di questo passo, OrganicSur sarebbe uno dei primati che pende per l'anonimato della faccia del produttore in quanto concretamente molte lavagnette ed etichettature dei prodotti di vendita nascondono l'origine quando non proveniente da produzione locale. La strada dell'informazione veritiera e ben ancorata su dati reali, potrebbe invece costituire non solo una differenziazione rispetto al resto del mercato ma la creazione di un vincolo man o a mano crescente tra consumatore e produttore veramente biologico in tutte le latitudini, in un mondo dove la qualità è non solo commerciale ma anche ambientale, culturale, sociale e di sostenibilità condivisa.



Gli standard di sicurezza sono rispettati


giovedì 29 agosto 2013

venerdì 27 aprile 2012

Oltre al danno... la beffa!


Abbiamo tante banane bloccate nel porto di Paita per uno sciopero. OrganicSur è fra i più fortunati, è riuscita ad agganciarli alle colonnine del freddo per qualche giorno al porto di Paita e siamo in trepidante attesa. In questo modo al posto di caricarli sulla nave DEMETER 2212N che doveva salpare il 23/04 se saremo fortunati salperanno il 30/04 sulla nave CAP SAN RAPHAEL 2213N, ma udite udite...pagando preventivamente una penale alla compagnia di navigazione che non ha nemmeno fatto fermare la sua nave! Ormai le nostre banane sono dentro i loro container...ci chiedono coercitivamente 1.500 USD x TEU ossia 3.000 dollari per container...oltre al solito nolo da 4.700 dollari! Morale della favola in settimana 20 (prodotto verde) non ci arriverà merce dal Perù e noi bruceremo tanti soldi.
Di fronte a questi continui soprusi dei colossi del trasporto marittimo subiamo pressioni da clienti che vorrebbero rivedere il loro listino al ribasso in un momento nel quale banane non ci sono e addirittura ci sono continui sovra costi. Noi Vi informiamo quotidianamente attraverso questo blog (e non solo) di quello che succede, ma nonostante ciò varie persone continuano a fare pressing...nessuno vuole che gli manchi una singola banana e mantenendo gli attuali prezzi, ed è un miracolo che non viene neanche riconosciuto. Stupisce che una filiera FairTrade non sia almeno solidale, cercando di capire queste situazioni e permettendo che ciascuno faccia del suo per continuare a fare questo mestiere nel quale tutti dovremmo aiutarci per portare dall'altra parte del mondo un prodotto che andrebbe più apprezzato...se non con parole di supporto per il nostro operato, almeno col silenzio e facendo ciascuno la propria parte.
Molte Grazie.

80 contenedores de banano orgánico
no pudieron salir al exterior por paro
(80 container di banane bio non possono uscire causa sciopero)

 

giovedì 26 aprile 2012

Nuovi problemi logistici in Perù!

Ancora una volta tutte le banane dal Sud America, che debbano o meno incrociare il Canale di Panama, subiscono disagi... gravi e continui. 
A questi episodici scioperi, da quello del porto di Balboa a Panama che ha determinato la chiusura dello stretto, a quest ultimo in Piura, si aggiunge l'accordo unilaterale delle compagnie di navigazione che appena vengono cominucati questi scioperi capiscono di non poter riempire la nave nei vari porti e decidono quindi di saltare gli scali. 
Consigli per l'uso: pazienza, abituarsi ad un continuo cambiamento di origine e possibilmente ordinare il giusto, sia per permettere a tutti di avere banane quando siamo scarsi sia per limitare i Vostri rischi di prodotto in automaturazione poichè queste banane ritardate comunque arriveranno e saranno vecchie di una settimana. 
Segnatevi allora le date: settimana 20 (cioè venerdì 18 maggio non ci saranno banane peruviane in tutta Europa) e poi la settimana seguente riceverete prodotto più vecchio di una settimana.

http://www.elregionalpiura.com.pe/index.php?option=com_content&view=article&id=12849:huelga-en-paita-genera-perdidas-por-us7-millones-en-comercio-exterior&catid=67:piura&Itemid=392

http://www.elregionalpiura.com.pe/index.php?option=com_content&view=article&id=12809:presidente-regional-nos-sentimos-enganados-por-la-viceministra&catid=67:piura&Itemid=392

venerdì 30 marzo 2012

Lettera di un collega importatore del Canada a proposito del brutto tempo in Perù

Just back from Peru. it is much worse than I could imagine. So much water on the ground, huge thunderstorms develop every day from the water. Rains continue every day and rivers are still all flooding. I had to drive through rivers over a meter deep to get places, even to Chulucanas and Tambo Grande.  And as we were leaving, the news was arriving about the worst flooding that happened on Sunday, even worse than anything in the last 6 weeks.
People are starving.  We donated $30,000 when we were there, but it is just a drop in the bucket.  They need dramatic help.  BOS alone has 56 growers who have no income.  The banana plants have been under water for a long time and have died - the leaves are yellow.  It made us cry.   I will send you pictures.  We have both done so much good work in that area, and we shouldn't be the only ones to help - when big companies and the government are turning their back and not helping, and the growers who are OK still all lost money and can't help the other growers.  BOS is in dissaray at every level. It is crisis management every day.
We are starting a campaign today with all our customers, banks, everyone we work like all our NGO's and the 200 companies we do business with - big farms, trucking companies etc.  I am sending out a plea for money to over 1000 contacts I have.  Maybe you should involved all your clients in Italy and not pushing alone as OrganicSur or Franco De Panfilis this situation! 

I am very worried for all the growers - this is terrible for everyone.  We drove by plantations of grapes under water also.

This is the link to the Tumbes flooding that started two days ago.

In solidarity
Randy

 http://www.theweathernetwork.com/news/storm_watch_stories3&stormfile=Tumbes_River_breaks_banks__causes_devastation_in_northern_Peru_26_03_2012?ref=ccbox_weather_category2

--
Randy Hooper
Managing Director
Discovery Organics
2635 Kaslo Street
Vancouver Canada V5M 3G9
604 299 1684 / 604 841 5186
www.discoveryorganics.ca




Chi volesse aderire con un proprio contributo all'emergenza in Perù può farlo direttamente su:
BANCO INTERNACIONAL DE PERU INTERBANK  - c/c 003-732-003000624573-59  -  codice BIC BINPPEPL

martedì 20 marzo 2012